giovedì 2 febbraio 2017

La mia opinione su The Evil Within

Colgo l'occasione della recente uscita di Resident Evil VII, per darvi la mia opinione su un suo fratellino minore: The Evil Within. Survival horror vecchia scuola che prometteva ai fan un ritorno alle origini. Sarà davvero così?








Da fan dei survival horror quale sono, quando sentii che grande Shinji Mikami sarebbe tornato con un titolo degno di nota, andai in visibilio. Il creatore di Resident Evil, una delle mie saghe videoludiche preferite (fino al 4, poi basta eh), sarebbe tornato alle radici del genere e ci avrebbe regalato il titolo che aspettavamo dai tempi della PlayStation2. L'hype andò alle stelle quando furono rilasciati i primi trailer, che mostravano un titolo tanto violento quanto malato nelle atmosfere e nella caratterizzazione degli ambienti. Così, nell'ormai passato  Dicembre 2014, lo comprai per Natale e iniziai a giocarlo per un breve periodo. Perchè dunque, ve ne parlo solo ora a distanza di due anni? Diciamo pure che qualcosa andò storto, ma andiamo con ordine.

Non fermarsi alle apparenze


Come già vi dicevo in precedenza, quello che cercavo da questo titolo era un survival horror che mi riportasse ai momenti trascorsi nella mia infanzia a giocare a Silent Hill o Resident Evil. Una trama degna di nota, sangue e terrore a non finire, e un senso di angoscia che ti rimane anche quando posi il joypad dopo una lunga sessione di gioco. Ecco, tutto questo non lo ritrovai quando mi misi per la prima volta a giocare a The Evil Within. Forse le aspettative erano troppo alte, forse mi ero illuso, ma inizialmente il gioco era partito male. Diciamolo, nelle sue prime fasi di gioco, il titolo risulta essere piuttosto banale e confuso, soprattutto dal punto di vista della trama. Impersoniamo il detective Sebastian Castellanos, che accompagnato dai suoi due colleghi viene mandato ad investigare un macabro omicidio di massa all'ospedale psichiatrico della città. Qui il trio incontra una forza sovrannaturale e maligna che aggredisce il protagonista e lo catapulta in una dimensione da incubo simile per certi versi a quella che si vedeva in Silent Hill. Da qui inizia un susseguirsi di avvenimenti senza senso che dovrebbero portare il giocatore in uno stato di ansia e invece, purtroppo, portano ben presto alla noia. Qualche inseguimento dal classico nemico grande e grosso armato di motosega, qualche semi zombie da uccidere e alcune fasi stealth piuttosto noiose. Così, preso dallo sconforto, decisi di porre il gioco nella dimensione limbo in cui galleggiano tutti i titoli che ho iniziato e che "ma si, poi un giorno lo riprenderò e lo finirò". Lo dico subito: grave errore.
Si può tranquillamente dire che The Evil Within è un titolo che si prende il suo tempo, che inizia ad ingranare bene dopo le prime quattro ore di gioco e da lì è tutto un crescendo fino alla fine, per una durata complessiva di almeno una quindicina di ore. Non poco, nel suo genere. La trama, inizialmente confusa, inizia a delinearsi e a prendere forma, immergendo il giocatore in un trip in cui non si distingue più il mondo reale del gioco da quello creato dalla psiche di questa entità malefica. Anche il gameplay si riassesta, eliminando le inutili fasi stealth iniziali che servivano più che altro ad impressionare un giocatore che per la prima volta si avvicinava al genere, e riavvicinando il titolo ai capostipiti dell'epoca survival horror. Chiunque sia stato fan di Resident Evil 4, si sentirà a casa, con una camera immersiva in terza persona, posta dietro alle spalle del protagonista, e un sistema di puntamento classico con tasto mirino e tasto grilletto.

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Ciò che è bene


Il gioco è suddiviso in capitoli e offre un buon grado di difficoltà fin da subito. Come ogni survival horror che si rispetti, le munizioni si trovano con il contagocce e nemmeno una deve andare sprecata. Le armi che troverete man mano nel gioco non sono moltissime, ne potrete equipaggiare fino ad un massimo di quattro (ma è possibile selezionarne un'altra al volo dall'inventario) e ognuna di esse può essere potenziata nell'apposita "stanza degli upgrade". Durante l'esplorazione degli ambienti o uccidendo un nemico, troverete una sostanza verdognola da raccogliere in un barattolo sottoforma di punti da spendere per potenziare il personaggio o appunto le sue armi. Nonostante il sistema di salvataggio manuale, che ricorda molto le macchine da scrivere dei primi Resident Evil, sono presenti checkpoint in tutte le sezioni chiave del gioco, rendendo quindi le vostre morti molto meno frustranti. A proposito di morti, ricordo che una delle cose che più mi traumatizzava quando giocavo a RE era vedere morire il protagonista nei modi più atroci e violenti possibile. Era come se ti rendesse più vulnerabile il fatto di sapere che quando quel dato nemico ti avesse afferrato, non sarebbe solo apparsa la scritta "Sei morto", ma prima lo avresti visto letteralmente fare a pezzi il tuo personaggio. Qui succede la stessa cosa. Anche il più insignificante dei nemici saprà darvi una morte che vi regalerà gli incubi. I nemici sono un mix tra i classici zombie e i contagiati di Resident Evil 4. Diciamo degli zombie con una marcia in più. Sono infatti in grado di pattugliare zone, girare armati (sia con armi bianche che pistole o fucili) e braccarvi nel momento in cui vi sentono. Non a caso, avrete la possibilità di effettuare molte fasi di gioco in maniera più stealth, per risparmiare munizioni, cercando di distrarre i nemici landiando una bottiglia lontano da voi o passando quatti quatti inosservati. Sono però i vari boss del gioco, ciò che lo rende veramente terrificante, con un design così ispirato che non vedevo dai tempi di Pyramid Head di Silent Hill 2. Anche gli ambienti sono realizzati ottimamente e rendono l'idea di malsano e sporco. Sembra davvero, in alcuni momenti, di sentire l'odore di marcio dei cadaveri o la puzza dei liquami che scendono dalle pareti. Insomma, l'atmosfera c'è tutta. Aggiungiamo anche un comparto audio di tutto rispetto, che riesce a fornire la giusta tensione nelle fasi più esplorative, e il giusto ritmo nelle fasi più concitate. Giocatelo con le cuffie, magari al buio, non ve ne pentirete.


 Ciò che è male


Oltre alla partenza lenta, ci sono anche alcuni difettucci che il titolo si porta appresso. A cominciare dai box collider dei nemici (ovvero il sistema di collisione) che il più delle volte fa cilecca e ci si ritrova a voler sparare ad un nemico che si ha di fronte per gambizzarlo e a mancare inspiegabilmente il bersaglio. Difetto più grande, e forse uno dei quali che ai tempi mi aveva spinto all'abbandono del titolo, era la pessima conversione PC. Da una software house come Bethesda non me lo sarei mai aspettato. Framerate ballerino, inizialmente bloccato a 30 fps e poi sbloccato con una patch, bande nere fisse (anch'esse poi rimosse) e una scelta di settaggi grafici veramente misera rendevano il titolo veramente ingiocabile soprattutto su configurazioni un po' vecchiotte come lo era la mia. Il gioco poi risulta un pelo ripetitivo verso la fine, tanto che un livello sembra essere messo lì giusto per allungare un po' il brodo. Infine, nonostante i risvolti di trama riescano a tenere il giocatore incollato fino all'ultimo, è proprio nel finale che il gioco si perde. Piuttosto evidente l'idea dei creatori di inserire un finale aperto per realizzare un possibile seguito, che però ad oggi non si è ancora visto (forse a causa del mediocre successo del titolo) e che rende la trama nel complesso un po' più banalotta di quello che ci aveva fatto credere fin dal principio.


In definitiva


Se siete fan dei survival horror o comunque avete adorato i primi capitoli di Resident Evil e Silent Hill, questo è un titolo che non dovrete farvi scappare. Un titolo che si prende il suo tempo per partire, siete avvisati, quindi dategli un po' di ore di gioco e non fate il mio stesso errore di abbandonarlo prematuramente. Un consiglio: per apprezzare fino in fondo il gioco, iniziatelo con un livello di difficoltà "Survival". Non sarà facile forse ma sicuramente sarà gratificante quando avrete fatto il culo al boss di turno e avrete centellinato ogni munizione per arrivare in fondo al livello. Per il resto cuffie, luci spente e calatevi nell'incubo.

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