domenica 13 dicembre 2015

Recensione Castlevania Lords of Shadow 2

Lo aspettai con ansia e dopo le tiepide recensioni all'uscita decisi di posticiparne l'acquisto. Ora, dopo parecchio tempo, finalmente l'ho comprato e finito tutto d'un fiato. Ecco a voi quindi, la recensione di "Castlevania Lords of Shadow 2".








Dopo ben quattro anni dall’uscita del primo capitolo, la software house spagnola MercurySteam ci propone finalmente la conclusione della saga “Lords of Shadow”. I fan più sfegatati della saga avevano storto il naso di fronte ad un titolo che si distaccava ampiamente dai canoni classici della saga originale, nata su NES, e in molti si erano lamentati dell'utilizzo di telecamere fisse e quick time event, considerati ormai tecnicamente fuori tempo massimo. Saranno quindi riusciti, con questo secondo capitolo, a mettere d'accordo un po' tutti e a sfornare il titolo definitivo?

Il cammino dell’eroe oscuro


La trama di Lords of Shadow 2 riprende da dove la si era lasciata con il primo capitolo, tenendo comunque conto degli eventi narrati in Mirror of fate, titolo proposto inizialmente per Nintendo 3DS e poi riportato in HD su console e PC. Vi troverete nei panni del principe delle tenebre “Dracula” che, dopo aver perso tutti i suoi poteri, si risveglia indebolito e desideroso di liberarsi della sua immortalità. Da questo incipit inizia l’avventura che lo condurrà a stringere un patto con la morte e a confrontarsi con le armate di Satana, obiettivo ultimo la sua sconfitta. Per chi non avesse mai giocato ai capitoli precedenti, dopo la prima fase iniziale viene mostrato un riassunto di ciò che è accaduto precedentemente, in modo da fare il quadro della situazione.

Senza svelare troppo, il gioco è ambientato in due dimensioni diverse. Entrambe sono nei dintorni e all’interno della fortezza di Dracula ma in tempi differenti. Una parte è ambientata in una sorta di presente dei giorni nostri, l’altra invece sembra tornare ai tempi medievali del primo capitolo. Una scelta piuttosto azzardata, quindi, quella di voler mescolare due epoche molto distanti fra loro che in questo caso sembrano incastrate una nell'altra a forza, spezzando un po' quella che è l'atmosfera più classica della serie. Quello che viene soprattutto a mancare da questa scelta di design sono le ambientazioni mozzafiato sempre molto varie che caratterizzavano il primo titolo. Qui, tranne che per alcune sezioni del castello nella dimensione passata che offrono visuali veramente artistiche, il level design risulta più ripetitivo soprattutto nella parte ambientata nel presente dando un senso di linearità anche al gameplay stesso.

 

Nella mischia dei titoli action 

 

Parlando di gameplay, il gioco è un action in terza persona che si avvicina molto a titoli come Darsksiders e DmC Devil may Cray. Il protagonista è dotato inizialmente di una frusta demoniaca simile a quella utilizzata nei capitoli di Castlevania per Nes e Snes, con cui può sferrare combo di vario tipo. Procedendo, recupererà altre due armi speciali: la Spada del Vuoto e gli Artigli del Caos. La prima, oltre a fornire il proprio parco di combo, restituisce salute per ogni colpo andato a segno, la seconda invece è in grado di frantumare scudi e armature nemiche. Entrambe queste armi non sono utilizzabili di continuo, ma fanno riferimento ad una propria barra di energia che si esaurirà pian piano quando queste saranno attive, limitandone quindi l’uso. Dopo aver sconfitto un nemico o semplicemente dopo aver rotto un oggetto dello scenario, si acquisiranno dei punti sotto forma di teschi che potranno essere spesi per potenziare le combo relative alle armi o per impararne di nuove.
Come molti altri titoli affini, anche questo è caratterizzato da fasi più platforming, che consistono nello scalare mura, torri e pareti con ostacoli. Il tutto è molto semplificato in quanto premendo il grilletto sinistro del joypad appariranno delle lucine rosse che evidenzieranno il percorso da seguire. Questo, accompagnato dal fatto che ad ogni caduta si riprende dal punto precedente ad essa (a patto di avere ancora salute), rende queste fasi meno frustranti ma anche molto semplici. Scelte che da un lato facilitano la vita ai novizi, ma che dall’altro rischiano di far perdere mordente al gameplay.

 

Dal vecchio al nuovo 

 

Ciò che è stato completamente eliminato sono i mini puzzle che caratterizzavano il primo Lords of shadow e che servivano a spezzare l’azione di gioco. Al loro posto sono state inserite delle fasi semi stealth in cui è necessario andare dal punto A al punto B senza mai farsi scoprire dalle guardie ben armate e letali. Il problema di queste fasi è che, invece di diversificare il gameplay, tendono a renderlo noioso in quanto sono piuttosto semplici e offrono poca libertà di azione. Per poter superare le guardie ci si può avvalerci dei poteri di Dracula, tra cui lanciare uno sciame di pipistrelli per distrarle, assumere la forma di un topo per non farsi notare o addirittura prendere possesso dei loro corpi per un breve periodo. Il problema è che per quanto si abbiano a disposizione tutti questi mezzi, il modo di risolvere queste mini sfide rimane unico e fisso. Se l'obiettivo, quindi, era quello di variare un po' il gameplay dando al giocatore delle pause dal continuo picchiare a destra e a manca, il risultato ottenuto è solo quello di spezzare bruscamente l'azione di gioco.


Non tutto il male viene per nuocere

 

I nemici sono sempre vari e artisticamente ispirati, ne è un esempio il “dollmaker” oppure le mostruosità sataniche che si incontreranno in giro verso la fine del gioco. Sono stati però eliminati gli epici scontri con i colossi, che caratterizzavano alcune boss fight nel primo episodio. 
Menzione d’onore va alla qualità della colonna sonora, realizzata dalla “Bratislava Symphony Orchestra”, che dà al titolo una maggiore epicità e spettacolarità durante i combattimenti e le scene di intermezzo, e al doppiaggio che offre attori del calibro di Robert Carlyle (Trainspotting, Once Upon a Time), Jason Isaacs (la saga di Harry Potter) e Patrick Stewart (X-Men). 
Tecnicamente il motore di gioco risulta all’altezza girando senza affanni su console e rimanendo fisso sui 60 fps su PC, piattaforma da prediligere se si vuole badare al dettaglio grafico, in quanto è stato realizzato un buon porting e ci si avvale di risoluzioni più elevate, nonché di vari settaggi da poter impostare.
Non è un gioco che offre un grado di sfida particolarmente elevato e gli amanti del genere dovranno alzare un po’ la difficoltà per aver pane per i loro denti. Il titolo però offre un po’ più di una quindicina di ore di gioco per completare la trama principale mentre per portarlo a termine al 100% si dovranno raccogliere gli artwork e i potenziamenti sparsi per la mappa.
Al solito per questo genere, la rigiocabilità è data dal fatto di poter completare nuovamente il gioco ad una difficoltà più alta sbloccabile una volta finito.

 

In definitiva


In definitiva Lords of Shadow 2 è un action che offre un buon numero di ore di gioco e riesce a divertire, proponendo situazioni e nemici abbastanza differenti tra loro. Tuttavia, dal punto di vista narrativo presenta una trama che fa fatica a decollare, decisamente sottotono rispetto al primo capitolo, e alcune scelte di game design che non convincono appieno. Non è quindi un titolo perfetto, anzi, e chi aveva amato il primo capitolo rischierà di rimanerne deluso. Gli amanti del genere si troveranno tra le mani un titolo che, seppur divertente, non offre nulla di nuovo rispetto a ciò che c’è in giro. Valutatene quindi l’acquisto con attenzione.

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